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Dottore, dammi una Coca Cola e cerca di salvarmi la vita


- Non ha subito traumi ne' alla spina dorsale ne' al cranio.

Che cosa? Ma stanno parlando di me?

- Politrauma della strada, anni 26, peso 53, altezza 1.70

Sì, sono io, oh cavoli, che cos'è successo? Ahia, mi fanno male gli occhi: non ci vedo bene. Chi sta parlando?

Vedo delle figure indistinte, è come se guardassi da delle fessure strettissime. Sono su un letto, mi sembra di sprofondarci, è grandissimo. E sono tutta storta, come sono messa?

Oh no, non riesco a muovermi. Be’ ma aspetta, spina dorsale, camminare, non ho subito traumi: è ottimo! Camminerò ancora, sì voglio muovermi, adesso.

Ora mi alzo eh.

Ma come faccio? No, mi sembra di arrancare. E' uno sforzo immenso.

E Fede? Eduard? Loro come stanno? Dove si trovano? Ero con loro, sì in macchina... Ma cos’è successo?

Spiegatemi, parlate con me, non parlate tra voi! Sono qui, vi sento, ma non riesco a parlare, ma le muovo le labbra?

Guardatemi! Le muovo le labbra? Rispondetemi!

- I familiari sono fuori Dottore, posso avvisarli? Segno nel diario clinico l'ora in cui si è svegliata. Spero possa farcela, è così giovane.

- Sì sì possono entrare, ma per pochissimi minuti. La situazione è molto complicata, subito dopo parlo con la madre.

La situazione è complicata???

Spina dorsale ok, connetto, riesco a pensare, faccio collegamenti. Perchè è complicata? Cosa succede?

Ahia il petto, mi fa male respirare!

Ma che cos'è successo?

Voglio aprire questi maledetti occhi. Ahiaaaaaa.

Che fastidio queste continue sirene che suonano. Cosa sono?

Fa tanto caldo qui, ma ho la coperta addosso?

- Grazie sì Dottore... ah eccola amore mio. Ciao Niki, andrà tutto bene, stai tranquilla. Siamo tutti con te, non sai quante persone mi stanno scrivendo, hai un mondo che ti vuole bene e che sta pregando per te.

Che bello sento la tua mano sulla fronte mamma.

Non riesco a capire cosa sia successo, voglio aprire gli occhi e guardarti.

Che cos'è successo? Cosa sta succedendo?

Facciamo così: ti sorrido così capisci che ho capito quello che mi hai detto.

Ma lo vedi il mio sorriso?

Rispondi ai miei amici, dì loro che la solita pazza ha fatto un casino.

Mi fa male respirare, mamma.

Non capisco… l’ultima volta che ti ho vista mi sentivo così bene e felice. Ed ora non capisco se riesco a muovere le labbra, ma da quanto sono qui? - Niki, ora devi tirare fuori tutta la determinazione che hai. Sono 5 giorni che sei in ospedale… Ah mamma mamma, hai capito la mia domanda senza che io parlassi, telepatia?

O l’hai capito in un altro modo.

Allora riesco a muovere le mie labbra, hai letto il labiale?

Mi fa male la testa, mi fa male il petto, sento un fischio interno ogni volta che respiro, che cos’è? - … e stai lottando come una vera guerriera, devi fare un altro enorme sforzo! Te ne prego!

Un altro sforzo? Cioè???

Sorrido di nuovo, spero tu lo possa vedere.

Si è aperta la porta, ma non capisco dove si trovi: alla mia destra o sinistra?

E’ tutto confuso, vedo ombre.

Dai Nicole, ora apri gli occhi per bene e li tieni aperti ok?

1…

2…

3 aaaaaaaah, ma non riesco!

Le palpebre sono pesanti, sono dei mattoni.

Non capisco come sia fatta la stanza. Sembra molto piccola e storta, sembra la stanza di Van Gogh.

Intravedo delle persone fuori, o sono dentro?

Le sirene continuano a suonare, sono insopportabili.

- Ciao topina! Che bella treccia che ti hanno fatto! Sono molto gentili le infermiere qui sai?

Zio! Ciao zio! Sei arrivato anche tu.

Chi mi ha fatto la treccia?

Chissà che faccia ho? Ma sono tutta sanguinante? Ma le labbra le muovo? Sono storte?

E la nonna lo sa? Non diteglielo, si preoccuperebbe troppo.

Voglio aprire gli occhi, senti che gola secca, ahia Nicole, ma che hai fatto?

Cazzo, ho voglia di un mega bicchiere di coca cola. - Forza Nicole, dai dai dai. La nonna ti manda un abbraccio fortissimo. No, gliel’avete detto? Chissà quanto è preoccupata! Abbracciala forte anche tu!

Ma come vi hanno avvisati?

Com’è successo? Ero in macchina, stavo andando a ballare... e poi? E gli altri come stanno?

Io voglio alzarmi da questo letto, devo staccare la schiena, be’ ma potrò prestissimo, non ho traumi alla spina dorsale, giusto?

- Le contusioni agli organi interni sono molto gravi, faremo tutto quello che ci è possibile signora, mi dispiace molto dirle questo, ma si deve preparare al peggio. I traumi minori sono la frattura scomposta del bacino, un fracasso facciale e 11 costole rotte sul lato sinistro e 4 sul lato destro.

Ma è lo stesso medico di prima? La voce sembra diversa.

Si prepari al peggio? Sto rischiando di morire? No no no, io non sono adatta per morire adesso.

Mi devo laureare, e poi Barcellona, e poi c’è quel ragazzo che ho conosciuto una settimana fa, dai mi piace, voglio uscire con lui. Sono giovane, non voglio morire.

Frattura del bacino? Che cosa vuol dire? E’ grave!? C'era quell'amico di famiglia che cadendo dalla moto si era fratturato il bacino mi sembra dicevano, ero piccola quando è successo, non ricordo, poi ha camminato? Non mi ricordo.

Oddio, allora veramente rischio di non camminare più, a parte il rischio di morire.

No, ahia, mi fa male dappertutto.

Questa non è la realtà. E’ solo un incubo!

E poi ho questa voglia assurda di coca cola, datemi una coca cola, un bicchiere E-NOR-ME e fresco. Posso bere? Dottore, dammi una coca cola!

E’ surreale.

Non capisco quante persone ci siano nella stanza, sento aprire e chiudere la porta in continuazione. Infermieri? Quanti medici?

Ma sono nuda? No, non credo, ho tanto caldo. - Lo schianto è stato molto forte. Sua figlia ha subito delle fratture importanti. Ora è sotto morfina, altrimenti urlerebbe dai dolori, nel frattempo noi medici ci confrontiamo per capire la terapia migliore: ci sono tanti traumi e tutti gravi.

Organi interni, non capisco, cosa succederà?

Io non voglio morire. Voglio vivere.

La morfina, la doveva prendere mio zio di Firenze perché aveva dei dolori lancinanti e poi non ce l'ha fatta, oddio è gravissima la situazione allora.

No, non voglio morire. - Dottore, sono sotto shock. Il polmone, e il rene, e la milza… come si fa? Cosa dovete fare per bloccare il versamento? E se non si bloccasse. Sono sotto shock, fate il possibile. E’ la mia unica figlia.

- Posso capirla signora, anch’io ho un figlio un po’ più giovane della sua. Faremo il possibile. Dovete lasciarci fare. Tu medico, come ti chiami?

Hai l’accento del sud, sembri siciliano, bello sono stata in Sicilia.

Il tuo tono sembra molto calmo, forse non è proprio così grave, anche se la morfina...

No, ma tu sembri calmo, ecco insomma si può fare, sopravviverò?

Hai un figlio quindi puoi capire, fai di tutto! Fai finta che io sia tua figlia e fai di tutto per aiutarmi. Va bene?

A quanto pare sono nelle tue mani.

Aiutiamoci! Io ti aiuto con la mia energia positiva e la mia voglia di vivere, sono forte in questo sai!

Non voglio morire.

Faremo una grande festa e festeggeremo insieme.

Ce la possiamo fare. Ti prego, ce la dobbiamo fare.

Come ti chiami, medico? Mi piace la tua voce, sei così calmo, forse sì ce la possiamo fare.

Mi devo laureare, non voglio morire.

Ho tanti viaggi da fare, non fumerò mai più, lo giuro.

Ho tanta sete. Ho sete, sto rischiando di morire.

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