Facciamo finta che...

August 29, 2018

 

 

 

La relazione interpersonale tra medici e pazienti è una tra le più sfidanti per entrambe le parti: il terreno comune su cui si trovano è formato dalle paure, le angosce, le domande, i dubbi, i timori, insomma vere e proprie sabbie mobili che rischiano di fagocitare anche il medico più competente e il paziente più volenteroso. 

Una delle chiavi per poter gestire al meglio la relazione deriva dall'apprendimento, la cosiddetta "culture of Learning" che va sempre più di moda, fortunatamente.
Corsi di formazione online e offline, webinair, conferenze, Ted, e Realtà Virtuali. 
Sì, avete capito bene. 
La Realtà Virtuale non è un concetto nuovo, già nella metà del XX secolo si parlava di "cinema esperienza" in cui i sensi potevano essere coinvolti in modo realistico facendo immergere lo spettatore nell'azione che si svolgeva sullo schermo; la novità consiste nel fine di utilizzo: se prima era esclusivamente per evadere e rifugiarsi in un mondo in cui potevi costruire la casa dei sogni o uccidere gli zombie, ora è anche un modo per apprendere, imparare, arricchirsi. 

Mursion® è un'azienda produttrice di Realtà Virtuali con base (reale) a San Francisco fondata nel 2015 da Mark Atkinson e Arjun Nagendran il cui scopo è quello di fornire ai professionisti un modo per praticare e padroneggiare le competenze necessarie da mettere in atto durante i momenti di forte stress e complessità relazionale. 
Gli ambiti in cui viene richiesto l'ausilio della piattaforma virtuale sono disparati: dall'ambiente medico, a quello scolastico, passando per quello della finanza. 

Soffermandoci sul contesto sanitario, l'azienda fornisce dei pazienti standardizzati virtuali (VSP) che permettono al professionista medico di ottenere un potente nuovo strumento consistente nel migliorare un insieme di competenze tecniche ed interpersonali, come ad esempio riformare le competenze comunicative in particolar modo relazionate al "dare una cattiva diagnosi", aumentare l'efficacia delle abilità terapeutiche degli psicologi, raffinare le capacità di un team chirurgico nel creare un valido e chiaro resoconto o migliorare la gestione di un colloquio tra un pediatra, il genitore e il giovane paziente.  
Il professionista si trova quindi totalmente immerso nel contenuto formativo che è possibile esplorare ruotando la testa in qualsiasi direzione e muovendosi all'interno di esso. 
Il tutto nella sicurezza del virtuale. 

"La Realtà Virtuale sta abbattendo le barriere nel campo del training per le professioni mediche. Per i pediatri, i geriatri, e le altre figure che hanno a che fare con speciali fasce della popolazione, il training classico era abbastanza limitato a causa delle sfide che si presentavano e che non potevano essere "apprese fino in fondo" con un approccio su larga scala. Con l'introduzione delle piattaforme virtuali ora è possibile, gli educatori medici possono ora offrire una più ampia serie di scenari che permettano di mettersi alla prova, ed apprendere, nelle diverse sfide. Questo rappresenta un grande avanzamento nella modalità di formazione delle professioni mediche." a parlare è lo psichiatra Scott Compton, professore associato della Duke University Medical Center, università statunitense che ha lanciato insieme all'azienda uno studio per determinare se l'avere una conversazione emotivamente sfidante con pazienti standardizzati virtuali in diversi scenari possa evocare comportamenti e feedback emotivi simili nella formazione medica rispetto a quella che ha a che fare con pazienti standardizzati non virtuali. 

La Realtà Virtuale applicata alla formazione medica è decisamente un passo importante: dare la possibilità alle professioni mediche di apprendere e provare le proprie competenze soprattutto relazionali significa comprendere la difficoltà che sta alla base della professione. 
Nonostante il virtuale non possa tener conto totalmente del feedback del paziente, in particolar modo nei momenti di massima vulnerabilità - ci sarà sempre infatti il momento di uscire dalla Realtà Virtuale ed immergersi nella Realtà Reale - credo possa essere un valido strumento per migliorare le abilità relazionali e comunicative che sono il terreno su cui nasce il rapporto medico - paziente, visti anche i risultati derivanti da una ricerca condotta negli Stati Uniti secondo cui la percentuale di ritenzione mnestica, ovvero la capacità di ricordare ciò di cui si è avuto esperienza, cresce fino al 75% nel caso di piattaforme virtuali. 


 

 

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