Credi veramente di essere un Adulto che parla con un altro Adulto?


Come vi dissi un po' di tempo fa ho iniziato un master che mi sta interessando sempre più (per sapere di cosa si tratta clicca qui), in particolar modo m'incuriosisce l'aspetto relativo alla comunicazione dietro la quale vi è un mondo immenso e complesso: visione della vita, trasformazioni mediante le quali arriviamo ad emettere un determinato messaggio piuttosto che un altro (tecnicamente si chiama Grammatica Generativo Trasformazionale), effetti pragmatici della comunicazione... tutto ciò è talmente intrigante che la mia triennale in Comunicazione è stata esclusivamente un trampolino di lancio per questo tema così avvincente. Ora provo a spiegarvi un argomento che mi sta prendendo molto, probabilmente questo articolo risulterà essere più "tecnico" rispetto agli altri, ma a mio parere è un tema da conoscere se si vuole migliorare la propria comunicazione. Uno degli assiomi della comunicazione secondo il filosofo e psicologo Paul Watzlavick è: "La comunicazione umana è sviluppata su due piani: contenuto e relazione. Il piano della relazione classifica il contenuto della comunicazione." Da questo assioma si comprende come l'aspetto relazionale e le dinamiche che lo compongono siano fondamentali per cercare di raggiungere una comunicazione efficace.

Uno dei modi per esplorare l'ambito relazionale ci deriva dalla cosiddetta Analisi Transazionale, teoria formulata negli anni '50 dallo psichiatra e analista Eric Berne il quale ha avuto l'enorme merito di porre la psicoanalisi in un'ottica più facilmente comprensibile ai più e non solo agli esperti.

Eric Berne parte dal presupposto secondo cui la personalità è suddivisibile in tre parti che corrispondono a tre stati dell'Io e quindi osservando il comportamento di un individuo è possibile individuare lo stato dell'Io che l'ha generato. I tre stati riconosciuti si rifanno a termini molto familiari a tutti noi: - Genitore - Adulto - Bambino Partiamo dal Genitore: definito anche "stato dell'io estero - psichico" riproduce gli stati dell'ego dei propri genitori o la percezione di essi. Il nostro cervello funziona come un registratore che nel corso del tempo ha appunto "annotato" parole e comportamenti dei genitori. Proseguendo con l'Adulto: definibile "stato dell'io neo - psichico", caratterizzato dalla valutazione obiettiva ed autonoma della realtà del qui e ora. Infine il Bambino: chiamato anche "stato dell'io archeo - psichico", contiene le emotività della prima infanzia. E' la sede dei bisogni, atteggiamenti e comportamenti della nostra infanzia, legati alle esigenze psicobiologiche più profonde. Ora, tenendo conto che in ognuno di noi ci sono questi tre stati, è automatico pensare come nelle transazioni, ovvero negli scambi comunicativi tra le persone essi emergano: l'Analisi Transazionale va proprio a studiare questo aspetto, ovvero cerca di comprendere quale stato abbia avviato la comunicazione e quali stati siano protagonisti di ogni scambio comunicativo. Bambino che parla con un Adulto, un Adulto che parla con un altro Adulto (contesto auspicabilissimo!), Genitore che parla con un Adulto etc... Le transazioni possono essere diverse, Berne le suddivide in: - Complementari quando lo stato dell'Io a cui è rivolto lo stimolo è lo stesso che risponde. La reazione è appropriata, prevista e segue l'ordine naturale dei rapporti umani (Adulto - Adulto, Bambino - Bambino, Genitore - Genitore, ma anche Genitore - Bambino);

Un esempio ci può aiutare a capire meglio: Anna: " E' proprio una bella giornata oggi" Rita: "Sì, hai proprio ragione" oppure Roberto: "L'ansia mi sta divorando, sono in ritardo con il lavoro. Il capo non me la farà passare liscia" ---> stato dell'Io Bambino Paola: "Stai tranquillo, non ti preoccupare. Adesso che saremo nel suo ufficio fai parlare me" ---> stato dell'Io Genitore o ancora Luca: "Sei di nuovo in ritardo!" ---> stato dell'Io Genitore Laura: "Hai ragione, mi dispiace" ---> stato dell'Io Bambino In questo tipo di transazione la comunicazione può continuare all'infinito.

- Incrociata quando gli stati dell'Io non sono gli stessi. Tendenzialmente questo tipo di transazione genera incomprensioni, litigi e sorprese.

Alcuni esempi: Anna: "E' proprio una bella giornata." Rita: "Pensa a lavorare invece che guardare il cielo." oppure Roberto: "E' necessario consegnare il lavoro per domani." Paola: "Ma dai, prendiamoci una pausa: penseremo al lavoro più tardi." o ancora Luca: "Ancora in ritardo! Devi cercare di arrivare in orario." Laura: "Vedo che è arrabbiato, mi dispiace." In questo caso o si ha un'interruzione della comunicazione oppure uno dei due interlocutori si adegua allo scambio proposto dall'altro.

- Ulteriore quando vengono inviati due messaggi contemporaneamente: un messaggio manifesto (livello sociale) e un messaggio nascosto (livello psicologico) e a loro volta si suddividono in Angolare e Duplice.

Qualche esempio di transazione ulteriore angolare (sono coinvolti tre stati dell'Io: uno di chi invia e due di chi risponde):

Anna (commessa di un negozio): "Questo abito è un po' caro. Non credo Lei se lo possa permettere" Rita: "E invece lo compro" In questa transazione sembra che siano due affermazioni semplicemente dirette ad un Adulto, ma a livello nascosto psicologico sono andate a solleticare l'orgoglio dello stato dell'Io Bambino di Rita, la quale effettivamente decide di comprare l'abito, pur non potendo permetterselo. oppure un esempio di transazione ulteriore duplice (sono coinvolti quattro stati dell'Io: due di chi invia e due di chi risponde) Roberto: "Vuoi vedere la mia collezione di dischi?" (ammiccando) Paola: "Certo, adoro la musica" (con sguardo d'intesa) Ora, non starò a spiegarvi la sopracitata esemplificazione, credo che il gioco del flirt lo conoscano tutti, ma è interessante vedere come in questo caso entrambi gli interlocutori abbiano espresso due messaggi manifesti contenenti due messaggi nascosti.

In questo caso l'esito è determinato dal livello psicologico della comunicazione, non da quello sociale, e ad esso è legata la risposta comportamentale.

Volendo riportare l'argomento al tema principale di questo blog, ritengo che lo strumento dell'Analisi Transazionale possa essere molto utile nella formazione dei medici per migliorare la loro comunicazione con i pazienti riconoscendo in particolare i propri stati dell'Io che vengono attivati in relazione alla persona che si rivolge loro, fermo restando che ci sia la volontà di "mettersi in gioco". A tal proposito mi viene in mente un progetto che era stato portato avanti anni fa da un medico di base, Silvia Grassi, e una psicoterapeuta, Barbara Siniscalco, le quali seguirono un gruppo di medici (maschi e femmine) di età media di 45 anni con frequenza settimanale al fine di fornire loro le conoscenze dell'Analisi. Dal lavoro di gruppo emerse che il medico, mediante lo strumento cognitivo, si poneva domande mirate, come ad esempio: "Come mi sento?" "Mi sento come il paziente?" "Mi sento di fare quello che lui si aspetta che io faccia?" "Quale parte di me sta rispondendo in questo momento?" "Perché questo paziente non lo sto sopportando?" ovvero riflessioni che generalmente i professionisti sanitari tentano di evitare in tutti i modi con la falsa convinzione che domande di questo tipo possano "metterli in situazioni non protette e svantaggiose", quando in realtà fare attenzione ai propri stati dell'Io non può che essere un aiuto a livello personale, e ovviamente professionale. Facile da fare? No, certo che non è facile, ma del resto come disse Ernest Hemingway: "il mestiere dell'essere uomini (Adulti, aggiungerei) è il più difficile che esista".

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